Le Ceramiche di Pescolanciano
CeramicaL’arte di modellare la creta per produrre oggetti in ceramica ha origini antichissime.
In passato tale forma di artigianato era diffusa su tutto il territorio regionale (in particolare a Guardiaregia, Trivento e Campobasso) per la facilità con cui si poteva reperire la materia prima, una pasta terrosa di buona qualità diffusa in varie zone della regione.

Il primo noto ceramista molisano  fu un tale maestro Sabino che operò nel Medioevo; non esistono testimonianze storiche significative sul suo conto, ma l’origine del nome conferma l’appartenenza a questa terra.
Successivamente, nel XIV secolo furono i monaci benedettini presenti nell’Alto Molise a continuare e perfezionare l’arte di plasmare i materiali terrosi; di lì la produzione di terracotta prese piede in vari centri dell’isernino.
Nella seconda metà del 1700 il duca di Pescolanciano Pasquale Maria d’Alessandro sensibilissimo delle lettere e delle arti ispirandosi alla manifattura di Capodimonte ormai celebre nel mondo e spinto da illuministica passione fu l’artefice nell’ambito del suo castello di una manifattura di maioliche, terraglie e porcellane, attinse il più possibile alle materie prime di provenienza locale, ai suoi possedimenti forestali ricchi dei più idonei combustibili vegetali, convenendo in loco i migliori faenzari dell’epoca.
Da dati contabili d’archivio si ricava che egli giunse a spendere ben 60mila ducati l’anno, somma allora ingentissima, per tenere in piedi una fabbrica che finanziò sempre ed esclusivamente con le rendite di famiglia, senza mai chiedere aiuti al governo, nonostante la provata fedeltà e l’amichevole rapporto con la casa reale, che pur non poco incentivava la industrializzazione del regno, ma non certo in contado di Molise.
Ben presto l’ambiziosa iniziativa fu coronata da insperato successo.
È noto che lo zar di tutte le russie in visita al regno di Napoli uscì misteriosamente dall’ambito di corte, due sole volte, per recarsi in palazzo Pescolanciano ad ammirare il meraviglioso giardino pensile maiolicato ivi realizzato dal duca ed avere con lui confronto di idee e consulenza sulla produzione della porcellana che come sappiamo era molto in voga tra le case regnanti dell’epoca attratte dal valore intrinseco di quella pregiata materia e dalle valenze alchemico esoteriche che da essa promanavano, ricevette in dono dei pezzi che potrebbero essere quelli attualmente esposti al museo di San Pietroburgo.