La fauna del Parco della Majella

Lupi della MajellaGli ambienti forestali del Parco, oggi sottoposti ad un'oculata politica di uso razionale delle risorse boschive, ospitano Gatto selvatico, Martora, Faina, Donnola, Puzzola, Picchiodorsobianco, Falco pecchiaiolo, Astore e tante altre specie, tra cui anfibi particolarmente rari come l'Ululone dal ventre giallo, la Salamandra appenninica e la più rara Salamandrina dagli occhiali.

Gli aspri e grandi valloni calcarei, tipici della Majella, costituiscono rifugio ideale per Aquila reale, Gracchio corallino, Gracchio alpino, Picchio muraiolo, Falco pellegrino ed il raro Lanario.
In alto, a contatto con la maestosità dell'infinito, negli ambienti delle mughete e praterie d'alta quota vivono, tra i tanti, la rara Vipera dell'Orsini, il Fringuello alpino, il Sordone, l'Arvicola delle nevi.
Esclusivo della Majella il Piviere tortolino: per il simpatico uccello, il Parco rappresenta in tutta l'Europa mediterranea, Alpi comprese, l'ultimo rifugio.

La millenaria, invadente e distruttiva azione dell'uomo, aveva portato alla completa distruzione dei grandi erbivori selvatici dall'area della Majella ed alla estrema rarefazione, in aree sempre più marginali, della fauna più pregiata del Parco. L'ultimo esemplare di Camoscio nel massiccio fu abbattuto nell'ottocento, analogamente a capriolo e cervo. L'Orso, ridotto a pochi esemplari, è riuscito a sopravvivere in condizioni precarie nelle foreste più impenetrabili, così come la Lontra. Solo il lupo, soprattutto per l'abbondanza di greggi e la maggiore capacità di adattamento è sfuggito all'annientamento.

Grazie all'affermarsi, anche tra le popolazioni dell'area, della cultura della conservazione, ai notevoli sforzi compiuti da Corpo Forestale dello Stato, dal Parco Nazionale d'Abruzzo, dal WWF Italia, dal Club Alpino Italiano e da diversi Comuni - Lama dei Peligni, Palombaro, Fara San Martino, Sant'Eufemia a Majella - ed alla azione di tutela del Parco, la situazione è mutata radicalmente.

Cervo e Capriolo, oggi popolano quasi tutte le aree boscate e le radure del Parco, con circa 150 e 100 individui.
Il Camoscio d'Abruzzo, è tornato signore incontrastato delle vette e praterie d'alta quota dove è presente con circa 130 unità e si riproduce regolarmente.
L'Orso bruno Marsicano, con circa 15/20 esemplari, è segnalato in ogni angolo del Parco.

Il Lupo Appenninico, presente con circa 30 esemplari, per effetto dell'abbondanza di prede naturali, ha dimenticato le discariche ed è tornato alle antiche abitudini predatorie.
La Lontra, l'animale più esclusivo del Parco, è segnalato nelle acque dell'Orfento e dell'Orta, e, sporadicamente, anche nel Vella e nell'Aventino.