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CivitaluparellaCivitaluparella è un comune di 402 abitanti della provincia di Chieti: fa anche parte della Comunità Montana Medio Sangro.
Occupa le pendici di uno sperone roccioso sul versante meridionale dei monti Lupari, alla sinistra del fiume Sangro tra i valloni Corvina e Lagariello. Il suo territorio è esteso 22,51 km² in un ambiente di alta collina e media montagna. Ha raggiunto il suo assetto nel 1964, quando fu distaccata la frazione di Fallo, costituitasi come comune autonomo. Il nome è composto, primo da civitas, solitamente si usava per descrivere antichi insediamenti; e un secondo elemento luparius, cacciatore di lupi o un chiaro riferimento ai monti Lupari.

La storia

Sorta su insediamenti umani preistorici, nel neolitico ne sono testimonianza reperti archeologici databili al VI secolo a.C. rinvenuti nella grotta Cese: una falera ornamentale bronzea, lavorata a traforo. Il primo riferimento ufficiale è del 1115 quando, in un privilegio di Papa Pasquale II, si confermava alla chiesa teatina la donazione di Roberto III di Loritello e di Tascione. Nell’anno 1173, in una bolla di Papa Alessandro III che segnava gli antichi confini della diocesi di Chieti, si menziona di nuovo: in civitate Luparelli. Con gli Angioini, Civitaluparella, infeudata a Raul de Conternay, è del valore di 40 once, come dimostrava l’investitura del luglio 1269. Nel 1320, con il dominio di Roberto d’Angiò, il valore fiscale era di 4 once, 25 tari, 19 grana. Grazie alla posizione strategica dell’antico nucleo fortificato, nel XV secolo fu scelta come rifugio sicuro da Antonio Caldora nel corso delle sue sfortunate imprese contro Ferdinando D’Aragona. Tuttora si possono visitare i resti del castello dei Caldorai che sorgono nella parte più alta del paese, su uno sperone roccioso che domina la valle in una posizione alquanto privilegiata, sia per la difficoltà che si incontra nel raggiungere a piedi la vetta, sia per l’ampia veduta di cui si gode una volta in cima. Dai pochi resti ancora in piedi (l’edificio è ormai ridotto a pochi ruderi costituiti da una muraglia in pietra, alta poco più di un metro) è impossibile stabilire con certezza la sua tipologia. L’edificio era stato realizzato con un’apparecchiatura irregolare di pietre appena sbozzate e ciottoli spaccati di svariate dimensioni di calcare e arenaria, senza corsi di ripianamento, in cui sono ancora visibili numerose buche pontaie. Nel XVI secolo, il paese era sotto il dominio dei Carafa. Nel 1660, entrò in possesso, acquistandolo, Martino di Segura. Il paese conserva ancora i tratti dell’antico abitato, caratterizzato dalle case in pietra e dalle viuzze.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Civitaluparella

 

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