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Homepage arrow Musei arrow Museo storico della campana “GIOVANNI PAOLO II”
Museo storico della campana “GIOVANNI PAOLO II” PDF Stampa E-mail
Il Museo Marinelli, sorto nel 1997 per volontà del dott. Pasquale Marinelli, dedicato al fratello Ettore, è uno dei pochissimi musei privati nel mondo a raccogliere una vasta collezione di campane dall'anno mille ai nostri giorni.
La sua unicità è dovuta alla compresenza dell'attigua omonima Pontificia Fonderia in cui è tutt'ora praticata l'arte campanaria dallo scultore Armando Marinelli e dal fratello Pasquale jr.
Il Museo della millenaria Pontificia Fonderia Marinelli conserva documentazioni sull'antica arte della fusione del bronzo, un singolare patrimonio artistico, storico e culturale: campane antiche e recenti, bozzetti e riproduzioni testimonianze di eventi importanti come la campana del Centenario dell'Unità d'Italia, del Concilio Vaticano II, la Kennedy Bell, la campana del Cardinale Spellman, dell'Anno Santo 1975, di Papa Luciani, della Perestrojka, della Regina Elena di Savoia, delle Celebrazioni Colombiane del '92, la campana dell'amicizia con la Cina, quelle degli incontri con Giovanni Paolo II, in particolare la campana della Pace da lui benedetta nella visita del 1995 alla fonderia, ed il prototipo della grande campana del Giubileo 2000; unico al mondo il bassorilievo con l'autografo di Papa Wojtyla inciso sull'argilla.

Piccole campane ricordo sono dedicate a personaggi della politica, dello spettacolo e dello sport. Il Museo ospita, ancora, opere e documenti preziosi come la riproduzione della Tavola Osca di Agnone del III sec. a.C.Nella fonderia pontificia di proprietà di Pasquale Marinelli, si fabbricano campane dal 1300. E proprio qui è stata preparata la campana del Giubileo, che ha un diametro di sei metri e pesa cinque tonnellate. Per costruirla, le maestranze della Fonderia Marinelli hanno lavorato per oltre un anno, quando il normale ciclo di lavorazione di una campana solitamente dura all'incirca tre mesi. Il primo rintocco di "Jubilaeum MM", questo il nome della campana, è avvenuto sul sagrato di San Pietro a Roma e a darglielo è stato lo stesso Pontefice.
Come già accennato, l'arte della fusione delle campane in questo paese del Molise è una tradizione che risale a diversi secoli fa, ed è legata principalmente al nome della famiglia Marinelli. La sua storia inizia nel 1339, anno in cui un avo dei Marinelli, Nicodemo, incide il suo nome sulla campana della chiesa di Agnone, la notevole parrocchiale di Sant'Emidio. Da allora, i membri della famiglia Marinelli cominceranno a tramandarsi il mestiere di padre in figlio, usando le stesse tecniche adottate dal loro antenato. Il successo di queste campane è legato non solo alla secolare esperienza di chi le fabbrica, ma specialmente alla qualità dei loro suoni, tanto potenti quanto limpidi, ottenuti attraverso calcoli estremamente precisi del peso, dello spessore, del diametro e dell'altezza di ogni campana. Infatti, nella fonderia Marinelli, non si usano misure o criteri standard, ogni esemplare è un originale, come se fosse una bottega artigianale. E proprio da questa "bottega" sono uscite campane "storiche": solo per citare qualche esempio, quella destinata al santuario di Lourdes in occasione del centenario dell'apparizione della Vergine, quella per il precedente Giubileo del 1975, e quella di Medjugorje, per l'anno Mariano. Ma, solennità religiose a parte, qui è stata fusa anche una campana molto speciale, commissionata dal padre di Nicholas Green, il bambino americano ucciso quattro anni fa in Calabria, che ora si trova in un santuario dedicato a lui in California. Per Roma, insieme alla grande campana del Giubileo, la fonderia Marinelli ha ricevuto l'incarico di forgiare cinque campane per la chiesa di Tor Tre Teste, il tempio disegnato da Richard Meyer per simboleggiare il Duemila. La fonderia ha anche vinto numerosi e prestigiosi concorsi, tra cui quello per la costruzione del complesso campanario (formato da otto campane dal peso complessivo di dieci tonnellate) che sarà collocato sul santuario di Padre Pio in costruzione progettato dall'architetto italiano più famoso del mondo, Renzo Piano. Ma la soddisfazione più grande per la famiglia Marinelli non è legata al guadagno, bensì a un ricordo davvero speciale: l'aver accolto, nella fonderia, Giovanni Paolo II. Il quale, però, non era il primo Papa che Pasquale Marinelli aveva modo di conoscere da vicino, bensì il quarto. Il primo, che incontrò quando era ancora un ragazzino, nel '24, fu Pio XI, il Papa che assegnò alla sua fonderia il titolo di pontificia, facendo sì che la fonderia di Agnone fosse l'unica al mondo a poter vantare questo privilegio. In seguito conobbe Giovanni XXIII, il "Papa buono", per il cui pontificato fabbricò il grande concerto campanario della basilica di S. Paolo a Roma. Il terzo Pontefice che Marinelli incontrò fu Paolo VI, per il quale la fonderia di Agnone costruì la campana dell'Anno santo.

Visite guidate tutti i giorni, su prenotazione, alle ore 12,00 e alle 16,00. In Agosto alle ore 10,00, 12,00, 16,00 e 18,00.  
 
Prezzo del biglietto Intero 4,50 Euro
Ridotto 2,50 Euro.

 

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