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Le Campane di Agnone PDF Stampa E-mail
Campana"E' strano quanto silenzio avvolge il Molise, eppure, in qualche modo, penso che il Molise si deve essere vendicato di quell'abbandono. Con  le campane. Quell'eco è appunto del Molise che risuona in tutto il mondo." - Antonio Pascale
In Agnone da otto secoli si tramanda di padre in figlio una caratteristica tradizione, quella della fusione delle campane, che oggi viene portata avanti con passione e dedizione dalla famiglia Marinelli.

La Pontificia Fonderia Marinelli, infatti, è l’unica sopravvissuta tra le tante dinastie di campanari che dall’anno  mille hanno dato vita a questa antica e nobile arte. Tante le campane che in questa fucina hanno preso vita arrivando in ogni angolo del mondo.
Una storia, quella della Fonderia Marinelli, lunga mille anni che ha visto alternarsi momenti belli a momenti di difficoltà. Tra i momenti da incorniciare il più significativo è senza dubbio quello del 1924 quando - dopo l’ultimazione della campana del Santuario di Pompei (fusa direttamente in loco) - Papa Pio XI concesse alla famiglia Marinelli il privilegio di fregiarsi dello Stemma Pontificio.
Da allora, tanti anni sono passati, ma in Fonderia il lavoro prosegue come nel Medioevo sia per le tecniche di lavorazione sia per la dedizione, la professionalità e la passione con le quali le campane sono realizzate.

COME NASCE UNA CAMPANA
Per la buona riuscita di una campana numerosi sono gli elementi da considerare: spessore, peso, diametro e altezza. Tra questi il diametro rappresenta il punto di partenza anche, e soprattutto, per determinarne il suono, ossia la nota musicale.

Cinque sono le fasi per la realizzazione di una campana:

1. Avvalendosi della guida di una sagoma di legno, viene costruita una struttura in mattoni di forma conica , detta anima, che corrisponde all’interno della campana.
2. Sull'anima si sovrappongono strati di argilla fino a formare lo spessore voluto. L'argilla usata è di una qualità speciale in quanto deve resistere all'azione erosiva del metallo liquido durante la colata. Sulla superficie levigata ottenuta con la sagoma si applicano in cera tutti i fregi, le iscrizioni, gli stemmi e le figure che decoreranno la falsa campana.
3. Sovrapponendo con un pennello strati successivi di argilla finissima (lasciati essiccare tra un’applicazione e l’altra) si ottiene il mantello. Durante la fase di essiccazione, realizzata mediante carboni accesi, sistemati all’interno della campana, lo strato di cera utilizzato per i decori si scioglie venendo assorbito dall’argilla (cosiddetto procedimento a cera persa). Successivamente il mantello – nel quale restano impresse in negativo decorazioni ed iscrizioni - viene sollevato e la falsa campana distrutta al fine di liberare l’anima.
4. Il mantello viene ricollocato sull’anima in modo che lo spazio precedentemente occupato dalla falsa campana resti libero per accogliere il metallo liquido, il bronzo (78 parti di rame e 22 di stagno) durante la colata e posizionato in una fossa che verrà riempita di terra per evitare lo spostamento dello stesso durante la colata. A questo punto dai forni, costruiti con mattoni refrattari, scende la colata, che rappresenta il momento più suggestivo dell’intera lavorazione, un momento quasi religioso anche per le invocazioni rivolte alla Madonna.
5. Dopo il raffreddamento, la campana viene liberata dal mantello e dall’anima e viene lucidata. Sempre in questa fase se ne collauda il suono rilevandone la tonalità con diapason e apparecchi speciali, mentre in altri reparti si prepara il battaglio, che sarà proporzionale al peso della campana.


IL MUSEO STORICO DELLA CAMPANA “Giovanni Paolo II”
Il Museo storico della Campana “Giovanni Paolo II” nasce nel 1999 ed è attiguo alla Pontificia Fonderia Marinelli. Si tratta di uno dei pochi musei privati nel mondo a raccogliere una vasta collezione di campane dall’anno mille ai giorni nostri.
Oltre alla vasta collezione di campane sono conservati anche antichi documenti relativi all’arte campanaria, nonché un excursus fotografico sulle principali campane realizzate e sugli incontri e relative ai ricordi che legano la Famiglia Marinelli ai Papi.

Fonte: http://www.iserniaturismo.it

 

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