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Le terre di Baronessa vacanze al mare e in montagna Abruzzo - Italia

Casa Vacanze i Giardini di Lilia

 I Giardini di Lilia ti offre la possibilità di trascorrere una vacanza indimenticabile tra le verdi montagne del Parco della Majella.

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Parco Nazionale della Majella PDF Stampa E-mail

Il Parco in tutte le stagioni dell'anno offre al visitatore uno scenario mutevole e di straordinaria bellezza.
La primavera inoltrata è la stagione delle fioriture e, insieme all'autunno, il momento migliore per visitare paesi ed eremi. L'estate è la stagione più consigliata per percorrere i sentieri. Ottobre incanta con i mille colori delle faggete e conduce verso l'inverno che, con il suo manto bianco, rende il paesaggio particolarmente suggestivo.
La diversità degli ambienti, la ricchezza della natura, le testimonianze lasciate dalla presenza dell'uomo fanno della Majella il luogo ideale per l'attività escursionistica che consente, tra l'altro, al visitatore di scoprirla nei suoi aspetti più nascosti.
Il suo nome deriverebbe da Maja, dea pagana. Sono stati rinvenuti reperti archeologici fin dal paleolitico. Inoltre la Majella ospita grotte, templi di origine antichissima (come l'Ercole Curino), eremi in cui si sono rifugiati i primi anacoreti, nonché Papa Celestino V. Tutte queste circostanze hanno dato un'aura di sacralità all'intero massiccio, caratterizzato da aspri valloni, altopiani, sorgenti d'acqua. In epoca ottocentesca, sotto il Regno di Napoli, questi luoghi sono stati rifugio dei briganti.

I percorsi per gli appassionati di trekking sono, a volte, lunghi e faticosi; quelli che si sviluppano prevalentemente in alta quota richiedono minore fatica, ma restano comunque impegnativi, sia per le condizioni climatiche che per le difficoltà di orientamento. Pertanto si consiglia di non allontanarsi dal tracciato dei sentieri individuati dal Parco e di affidarsi all'esperienza di personale qualificato, sia per ottenere informazioni che, eventualmente, per essere accompagnati.
L'ingresso al Parco è libero e gratuito.

Gli Ambienti 

Il Parco Nazionale della Majella si caratterizza per l’elevata montuosità del suo territorio, infatti ben il 55% si trova a quote superiori ai 2000 metri. Al suo interno racchiude vaste aree (widelands), che presentano aspetti peculiari di natura selvaggia (wildland), la parte più pregevole e rara del patrimonio nazionale di biodiversità.

Allo stato attuale delle conoscenze, il Parco ospita oltre il 78% delle specie di mammiferi (eccetto i Cetacei) presenti in Abruzzo, e oltre il 45% di quelle italiane. Considerando le lacune di dati su alcuni gruppi numerosi come gli insettivori e i chirotteri, si può già affermare che anche relativamente a questa componente faunistica, esso costituisce un vero e proprio "hot spot" per la conservazione della biodiversità.

Le 2114 entità vegetali conosciute per il territorio del Parco sono distribuite in più di 50 differenti habitat, dislocati nei vari piani altitudinali. La peculiarità dell’habitat è data soprattutto dal numero di endemismi, che nel Parco ammontano a ben 142 specie vegetali, concentrati in gran parte negli orizzonti culminali. A livello floristico, il Parco rappresenta il settore più meridionale d'Europa della Regione Alpina ed un vero e proprio crocevia di flussi genetici, con categorie di grande prestigio ecologico e fitogeografico: infatti con oltre 2.000 entità floristiche il Parco ospita il 65% della flora abruzzese, il 37% di quella italiana ed il 22% di quella europea. Gli ambienti di alta quota ospitano anche specie di notevole pregio faunistico, tra cui il Camoscio appenninico e la Vipera dell’Orsini, specie prioritarie ai sensi della Direttiva HABITAT/92/43/CEE.

Al di sotto degli ambienti culminali è presente la fascia degli arbusti contorti costituita dal Pino mugo che sulla Majella costituisce la formazione vegetale più estesa dell’Appennino. Tra i 1800 m circa e gli 800 m. sono presenti i boschi rappresentati dalla faggeta e intercalati dai prati e pascoli. Questi sono gli ambienti elettivi degli ungulati selvatici e di predatori come l’orso e il lupo, anch’esse specie prioritarie ai sensi della direttiva appena citata.

Oltre che ambienti naturali, il territorio del Parco presenta anche una discreta superficie occupata da aree agricole abbandonate ormai da lungo tempo e in fase di lenta evoluzione naturale verso ecosistemi più complessi (arbusteti, pascoli arborati, boschi di neo formazione, ecc.).

Altri esempi di segni lasciati dall’Uomo sono i rimboschimenti con pinete o gli stessi pascoli e prati falciabili. In quest’ultimo caso le attività umane condotte da secoli hanno ampliato la diffusione di certe specie e hanno contribuito significativamente a mantenere la biodiversità. Infatti, mantenere alcune pratiche agricole, come l’allevamento estensivo o un’agricoltura condotta in maniera tradizionale, può essere uno strumento fondamentale per conservare ambienti, che sono frutto di interazione tra Uomo e Natura; di contro la riforestazione dei pascoli, seppur naturale, porterebbe ad una drastica diminuzione di certe specie sia vegetali che animali.

Giardino Botanico "Michele Tenore" - Lama dei Peligni

Il Giardino Botanico "Michele Tenore", localizzato a Lama dei Peligni (CH), a 650 m s.l.m., nel Parco Nazionale della Majella è stato riconosciuto Giardino di Interesse Regionale dalla Regione Abruzzo con D.G.R. n 3489 del 23/12/98. Il Giardino Botanico è stato fondato nel 1995 ed ospita attualmente circa 500 specie vegetali su una superficie di 9000 mq. Simbolo del Giardino è il Fiordaliso della Majella (Centaurea tenoreana), endemismo della Majella Orientale dedicato al botanico Michele Tenore che per primo la identificò sulla Majella.

Il Giardino è strutturato in sezioni didattiche e in sezioni che riproducono gli ambienti vegetazionali della Majella. Molte delle specie coltivate sono endemiche dell'Appennino Centrale o esclusive della Majella e dei rilievi circostanti. Di particolare interesse è la riproduzione del paesaggio agricolo del Neolitico, in corso di allestimento nonché la sezione dedicata al recupero delle cultivar agronomiche e alle specie utilizzate dalle popolazioni locali nel campo medicinale.

Il Giardino oltre a finalità di carattere culturale ed educativo, si è prefisso anche lo scopo di tutelare ex-situ alcune specie in pericolo di estinzione della flora abruzzese inserite nel Libro Rosso d'Italia o nella Lista Rossa delle Piante d'Abruzzo. A tale proposito sono riprodotte entità endemiche quali Centaurea tenoreana, Aquilegia magellensis, Cymbalaria pallida, Iris marsica, Astragalus aquilanus, Acer cappadocicum subsp. lobelii Goniolimon italicum e piante relittuali localizzate in aree molto ristrette come nel caso di Phlomis fruticosa e Salvia officinalis var. angustifolia presenti, nella regione, unicamente intorno al bacino dell'antico alveo del Fucino.

Notizie utili:
i giardini botanici del Parco ("D. Brescia" di Sant'Eufemia a Majella - PE; "M. Tenore" di Lama dei Peligni - CH) sono aperti tutto l'anno, secondo gli orari suddetti o su prenotazione, ma è consigliabile visitarli nei mesi primaverili ed estivi. In entrambi i giardini botanici del Parco, negli orari di apertura e/o su prenotazione, vengono organizzate visite guidate.

Su richiesta è possibile inoltre programmare:

incontri e proiezioni su specifici temi tra cui natura, storia, arte e cultura del Parco Nazionale della Majella e aree limitrofe;
percorsi didattici tematici;
seminari e corsi teorico-pratici su svariati argomenti (antichi usi e tradizioni locali, giardinaggio, metodi di cura delle piante, etc.).
Inoltre, entrambi i giardini effettuano la raccolta dei semi, finalizzata alle operazioni di scambio con altri giardini botanici italiani ed esteri, e preparano annualmente l'index seminum. Presso gli stessi giardini, è possibile effettuare stages, tirocini, tesi di laurea o consultare libri a carattere naturalistico-floristico presenti in biblioteca.

 

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