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Parco Naturalistico e Archeologico di Monte Pallano PDF Stampa E-mail
Monte PallanoPer quanti si addentrano nella valle del Sangro, improvvisamente appare in lontananza una “strana” unione: la forza, imponente, della natura è sovrastata da un possente segno della tecnologia moderna.
È Monte Pallano: l’ultima, strategica montagna prima del mare, il primo, “leggendario” luogo che il visitatore dei nostri luoghi, dopo aver gustato la strabiliante tranquillità della vicina Tornareccio, deve visitare, la prima grande “civiltà” dalla quale deve lasciarsi affascinare e alla quale deve saper chiedere.

Monte Pallano si propone come modo nuovo di fare turismo. Non il luogo ambito da fiumane di persone interessate al solo divertimento e allo svago, al classico “turismo di massa”, ma un ambiente dedicato alle famiglie, a quanti hanno voglia di lasciarsi stupire dalla natura e dai suoi giochi, da chi ha veramente voglia di riscoprire la grandezza del passato ed i suoi segni nel presente. E, ovviamente, gli ammonimenti per il futuro.

Monte Pallano è natura: i suoi sentieri, recentemente tracciati da guide esperte, sono l’ideale per chi ha voglia di fare passeggiate più o meno rilassanti, entrando a contatto con una natura incontaminata ed accogliente.

Monte Pallano è raccoglimento: la chiesetta dedicata agli Alpini della Julia è il luogo adatto per chi vuole pregare e far memoria delle valorose penne nere abruzzesi che morirono per la patria. Il sentiero che parte da questa chiesetta è quello che conduce verso una croce piantata chissà quando e che era meta, fino agli anni Trenta, della processione che si svolgeva il giorno del Corpus Domini. A poca distanza dagli scavi archeologici di Fonte Bendetti, c’è una statua della Madonna che benedice, sorridente, quanti le porgono un fiore ed una preghiera implorante.

Monte Pallano è, ovviamente, archeologia: le mura megalitiche e l’abitato ellenistico-romano di Fonte Benedetti sono le mete irrinunciabili degli amanti della storia remota.

Monte Pallano è relax: boschi puliti e accoglienti, intervallati da comodi tavoli e panchine, sono a disposizione di famiglie e gruppi di amici che desiderano trascorrere una piacevole giornata all’aria aperta. Il bar all’interno del cosiddetto “Parco di Monte Pallano” è un utile ritrovo per rinfrescarsi e riposarsi, magari dopo aver sudato per scoprire ed innamorarsi di quella straordinaria “vicenda umana” che è Monte Pallano. 

 

Le mura megalitiche
Il segno più imponente della presenza umana, in età italica, su Monte Pallano è rappresentato dalla possente cinta muraria, risalente al V-IV secolo a.C. e verosimilmente ricollegabile alle vicende della popolazione sabellica che per lungo tempo ha abitato questa montagna, i Lucani.

Situate sulla parte terminale dell’altopiano, quella che degrada progressivamente verso Tornareccio, a non molta distanza dai ripetitori e dalle antenne, le mura megalitiche di Monte Pallano, realizzate con enormi massi di calcare locale, raggiungono attualmente la lunghezza di 163 metri, superando a fatica i 5 sia in larghezza che in altezza.

In origine, come risulta anche da un documento del 1894 conservato nella Cattedrale di Atessa, la muraglia era molto più grande, includendo ben 5 ordini di blocchi in più rispetto a quella attuale, ed era intervallata da tre porte: la cosiddetta “Porta del Piano” (quella meglio conservata), la “Porta del Monte” ed un terzo passaggio, brutalmente abbattuto anni addietro per consentirvi il passaggio di una strada rurale. Queste entrate, distanti circa 60 metri l’una dall’altra, se da un lato lasciano supporre un’esigenza di mobilità per quanti si trovavano all’interno, dall’altro avevano una valenza prettamente difensiva: la loro esigua larghezza (solo 89 cm) non poteva permettere, in caso di assalto dei nemici, l’ingresso di più di una persona per volta.

La Sovrintendenza Archeologica di Chieti ha iniziato, negli ultimi anni, un importante opera di recupero architettonico delle mura, concentrandosi, tra l’altro, sulla ricostruzione dei passaggi e sulla migliore “visibilità” dell’insieme.

Su queste mura, sulla loro funzione e sulla loro costruzione molto si è fantasticato, specie da parte di una popolazione tenuta costantemente all’oscuro dei risultati dei (non molti) lavori scientifici appositamente svolti: c’è chi le attribuisce ai Saraceni, chi alla straordinaria forza di mitici ciclopi, chi, ancora, ai Paladini di Carlo Magno (non a caso, le mura sono conosciute, nel luogo, anche come “Mura paladine”), sovrapponendo ai numerosi elementi mitologici, fattori medievali di esplicita importazione franca. Ovviamente, niente di tutto questo ha una sua attendibilità scientifica.

In attesa di conoscere i risultati degli ultimissimi lavori (tuttora in corso), con certezza sappiamo che il ricorso a fortificazioni megalitiche in età italica non è del tutto eccezionale. Tutt’altro. In Abruzzo e Molise gli esempi di mura similari a quelle di Monte Pallano sono numerosissimi, specie nei territori peligni (nell’area di Sulmona) e in quelli dei Sanniti-Pentri (nel beneventano e nell’alto Molise) dove finora ne sono stati censiti almeno 200. Per rimanere nella zona sangrina, alcuni esempi di recinti megalitici, seppur di dimensioni certamente più modeste rispetto alle mura di Pallano, sono quelli di Monte Vecchio, Monte Maio, Montenerodomo, Monte Moresco, Monte San Giuliano e Colle della Guardia.

Ma Monte Pallano, a differenza di questi altri centri, e per la sua morfologia e per la sua eccezionale posizione, ricopriva inevitabilmente un ruolo centrale nella difesa militare del territorio, in quanto dalla sua cima si può controllare pienamente tutto il territorio frentano e quello vastese, allungando lo sguardo fino al mare Adriatico. Del resto, non appare inverosimile “l’ipotesi di una “copertura” difensiva completa di vastissimi territori di più regioni del centro Italia, con allineamenti strategici tali da consentire la trasmissione di messaggi “simbolici” da sponda a sponda, Tirreno-Adriatico e viceversa, in tempi rapidissimi e con efficacia immediata” (A. Cicchitti). Ebbene, Pallano, in questo schema “naturale”, si inseriva in maniera perfetta, contribuendo incisivamente a tenere alla larga sia le popolazioni della Magna Grecia (che evitarono di stabilire rapporti commerciali con le popolazioni sannitiche le quali privilegiavano, invece, quelle lontane e meno invadenti dell’Illiria, nell’attuale Dalmazia), sia tutti i plausibili nemici, anche se, come è noto, i temutissimi romani riuscirono ad avere la meglio anche sulle fortificazioni italiche a partire dal II secolo a.C..

Se la funzione difensiva e militare delle mura è quella che balza immediatamente agli occhi, non è da escludere anche una loro funzione sacrale, in quanto il recinto megalitico di Pallano presenta caratteri analoghi a esempi architettonici di dimensione europea normalmente preposti a ricoprire anche funzioni mistiche - si pensi alle costruzioni nuragiche della “vicina” Sardegna, alle cittadelle micenee, ai complessi megalitici celtici e sassoni e ai templi neolitici di Malta: non è del tutto improbabile, allora, che anche su Monte Pallano le mura potessero assumere il rango di veri e propri “recinti sacri” con possibili e inquietanti valori misterici e religiosi.

Se a tutto ciò si aggiungono le mille leggende su presunte grotte, ricchi tesori e straordinari folletti che infestano la montagna, si capisce perché ancora oggi chiunque entri a contatto con Monte Pallano non può non paragonarsi con una storia affascinante e, allo stesso tempo, ancora troppo misteriosa.

INDIRIZZO
Loc. Monte Pallano, Tornareccio
TARIFFE
L’ingresso al sito è gratuito. Prenotando con almeno con 24 ore di anticipo, è possibile effettuare visite guidate per gruppi composti da minimo 10 paganti:
> Tariffa intera € 3,00
> Tariffa ridotta e Sangro Aventino Card € 2,00
INFO E PRENOTAZIONI
347/8532468 - 338/5495559
ORARI
Il sito è visitabile dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30.

 

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