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Le terre di Baronessa vacanze al mare e in montagna Abruzzo - Italia

Casa Vacanze i Giardini di Lilia

 I Giardini di Lilia ti offre la possibilità di trascorrere una vacanza indimenticabile tra le verdi montagne del Parco della Majella.

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TrekkingLa Majella che con la vetta di monte Amaro (2793 m) rappresenta la seconda montagna dell’Appennino, si presenta come una grossa cupola rocciosa, testimone di una storia iniziata milioni e milioni di anni fa dal fondo di un mare ricco di vita. Emersa da questo mare tra i 5 e 3 milioni di anni or sono, la Majella deve la sua morfologia agli eventi climatici che hanno caratterizzato le passate ere geologiche. Le glaciazioni, i cui effetti sono arrivati fino alle nostre latitudini, hanno profondamente segnato questa montagna, soprattutto alle quote più alte dove sono ancora visibili i giganteschi “teatri” glaciali, sede di numerosi ghiacciai.

La Majella è anche la montagna delle selvagge valli e delle forre: La Valle di Santo Spirito, La Val Serviera, La Valle dell’Orfento e La Valle di Taranta, non sono che alcuni esempi di valloni che, tutt’intorno, incidono i versanti del massiccio.  In una diversità di ambienti così vasta, ricca di boschi, ruscelli e impervie pareti rocciose moltissime forme di vita hanno trovato dimora. Proprio qui, nel cuore dell’Appennino sono presenti specie d’animali esclusive dei monti dell’Italia centrale, come il Camoscio d’Abruzzo (Rupicapra pyrenaica subsp. ornata), l’Orso bruno marsicano (Ursus arctos subsp. marsicanus), e altre specie caratteristiche come il Lupo (Canis lupis), l’Aquila reale (Aquila chrysaetos), la Lince (Lynx lynx), il Gatto selvatico (Felis silvestris), la Lontra (Lutra lutra) e tanti altri ancora.  A questa ricchezza faunistica c’è da aggiungere una straordinaria diversità floristica. Non a caso per molti la Majella è la “Montagna dei fiori”. Sono circa 2100 le specie vegetali presenti su questo territorio, quasi un terzo dell’intera flora d’Italia! Tra queste specie vi sono moltissimi endemismi (entità che hanno un areale di diffusione abbastanza limitato e circoscritto) come la Stella alpina dell’Appennino (Leontopodium nivale), il Genepì appenninico (Artemisia umbelliformis subsp. eriantha), l’Adonide ricurva (Adonis distorta) specie esclusive come la Pinguicula di Fiori (Pinguicula fiorii), la Soldanella dal calcare (Soldanella minima subsp. samnitica) e specie che da questa montagna prendono addirittura il nome: l’Aquilegia della Majella (Aquilegia magellensis), la Viola della Majella (Viola magellensis), il Ranuncolo della Majella (Ranunculus magellensis), ecc.. Infine non si può parlare della Majella senza prendere in considerazione la storia delle millenarie tradizioni pastorali che, dal neolitico ad oggi, ci lasciano la propria testimonianza nelle grotte, nelle capanne a “tholos” e nei ricoveri utilizzati da generazioni. La storia di questi monti narra anche di noti personaggi come Pietro da Morrone divenuto oi Celestino V, che sulla Majella decise di trascorre la propria vita da asceta. Il “segno” di Celestino in questi luoghi è ancora presente nei numerosi eremi e monasteri fondati dai proseliti del papa del “gran rifiuto”.

Parco nazionale della majella

Il Parco Nazionale della Majella è dotato di un'estesa rete di sentieri, lunga circa 500 km. in grado di soddisfare le esigenze degli escursionisti esperti così come dei visitatori che desiderino fare una breve passeggiata nella natura. Quasi tutti i sentieri del Parco sono stati realizzati utilizzando gli antichi percorsi delle popolazioni di queste montagne: per questo motivo le basi di partenza sono per lo più i centri abitati pedemontani. Per dare un assetto organizzativo alla rete sentieristica e per facilitare l’escursionista, ogni sentiero è stato contraddistinto con la stessa lettera dell’alfabeto che individua la base di partenza e dal proprio numero d’ordine. Naturalmente, molti sentieri sono raggiungibili anche dalle strade che percorrono il Parco.

La segnaletica è stata realizzata secondo diverse modalità, in relazione all'ambiente: nelle zone più aperte ed in quelle di più facile accesso si incontrano paletti recanti una piastrina col numero del sentiero ed una fascia colorata, rossa per il “Sentiero del Parco" e gialla per tutti gli altri sentieri. La dimensione e la forma dei paletti variano a seconda del grado di protezione della zona attraversata: più grandi e squadrati nei territori più antropizzati, piccoli e tondi nelle aree di maggior valore naturalistico. Nelle aree densamente boschive ed in quelle più impervie, i segnali sono contraddistinti con vernice azzurra e bianca, recanti sempre il numero identificativo del percorso.

La rete dei sentieri, pur salvaguardando le aree più delicate e vulnerabili, permette di visitare tutti i punti di maggior interesse, sotto il profilo sia ambientale sia storico-culturale del Parco. In particolare, i percorsi evidenziano le "vocazioni" di ogni area, per cui il visitatore può scegliere l’itinerario in base alle caratteristiche della zona. Nel versante meridionale del Parco, ad esempio, i sentieri percorrono soprattutto meravigliose foreste, in particolar modo di faggi, che ogni tanto si aprono improvvisamente in radure fiorite, dove è possibile, se non si ha la fortuna di incontrare i grandi Mammiferi presenti (Orso, Cervo, Lupo, Capriolo), almeno trovare le tracce del loro passaggio.

La Majella orientale è provvista invece di una serie di percorsi che permettono di ammirare i profondi valloni che la solcano, in alcuni tratti veri e propri canyons incassati tra pareti di roccia alte centinaia di metri. I percorsi del versante settentrionale sono invece indicati per chi, oltre alle bellezze naturali, è interessato a conoscere le testimonianze storiche ed archeologiche che arricchiscono il territorio del Parco: eremi, monasteri, fortificazioni e capanne pastorali si trovano spesso a breve distanza dalle principali arterie stradali, eppure in condizioni di isolamento quasi totale. Per gli amanti della Montagna, i percorsi di alta quota presenti principalmente nella parte centrale del massiccio della Majella ma anche lungo la dorsale del Morrone, permettono escursioni in qualche caso anche molto faticose ma che ripagano della fatica fatta, sia sotto l'aspetto naturalistico che paesaggistico. Dalle cime la vista spazia su tutto lo sconfinato Appennino centrale e su un lungo tratto della costa adriatica, dalle Marche al Gargano. Lungo questi percorsi, in ambiente spesso apparentemente desolato, è possibile incontrare specie floristiche rare e di grande bellezza. Alla rete sentieristica del Parco appartengono anche tre sentieri di maggiore sviluppo, da percorrersi a tappe (ma è possibile percorrerne anche solo una o più tratte), che potremmo definire “tematici”; essi sono il Sentiero del Parco, il Sentiero della Libertà ed il Sentiero dello Spirito.

Si tratta di tre percorsi lunghi, che possono essere considerati dei veri e propri “trekking” da percorrersi a tappe, organizzati però in modo tale da offrire la possibilità di percorrerne solo uno o più tratti.
Attualmente questa rete sentieristica è in fase di revisione.

 

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