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San Vito Chietino PDF Stampa E-mail
San Vito Chietino“Il paese delle ginestre”, come D’Annunzio amava definirlo, è un’affascinante cittadina della riviera frentana, ora importante stazione turistica di quella parte della costa abruzzese detta mediterranea. Il suo territorio è caratterizzato dalla presenza di vigneti e uliveti e proprio la pregiata produzione di oli ha procurato al Comune il titolo di Città dell’olio.

Nota per i suoi spettacolari belvedere, su una costa monumentale, caratterizzata dalla presenza dei suggestivi trabocchi, San Vito è rinomata per essere stata testimone della grande passione che D’Annunzio visse proprio in questi luoghi con Elvira Leoni. Affacciandosi sullo strapiombo del promontorio delle ginestre, si può scoprire il trabocco descritto dal Vate “proteso sugli scogli, simile a un mostro in agguato, con i suoi cento arti”. Poco prima della deviazione per il belvedere, proprio sulla statale 16, c’è l’Eremo Dannunziano: la casa colonica dove il Vate si rifugiò con la sua amante e dove ideò la tragedia “Il trionfo della Morte”. Antico borgo fortificato, Sanctum Vitum, per molto tempo rimase legato al destino dell’Abbazia di San Giovanni in Venere. A causa della sua distruzione ad opera del conte di Manoppello, i monaci benedettini donarono il borgo alla città di Lanciano che, consapevole del dono che le era stato fatto, migliorò lo scalo marino e fece di San Vito il punto di forza dei suoi traffici commerciali. Con la fase di declino del commercio legato alle fiere il porto di San Vito non fu più utilizzato e fu venduto come feudo. Nell’epoca risorgimentale il paese si è contraddistinto per la sua lotta contro l’egemonia dei Borboni.

Da vedere: la Chiesa di S.Vito, con facciata del XVI sec.; la chiesa di S.Maria del porto (XVI sec.); il Palazzo Baronale (XIV sec.); la chiesa di S.Rocco (XIV sec.) nella frazione di S.Apollinare ed infine l’Eremo dannunziano; presso la località Murata Bassa è possibile visitare gli interessanti resti archeologici di una Villa romana risalente al I sec. a.C.

Da gustare: le seppie ripiene alla san vitese; i tacconcini al sugo di pesce e “Lu rintrocele”(pasta fatta a mano e tagliata con uno speciale matterello). Carciofo di Cupello, una varietà detta “mezzaferrata”, coltivata in territorio frentano, buonissima e dal sapore più dolce, protetta da Marchio Comunitario.

Eventi:  nel mese di maggio le tradizioni marinare danno luogo ad una celebrazione in onore della Madonna del Porto, con una processione di barche in mare.; Mercatino dell’antiquariato ogni lunedì di luglio e agosto, loc,. marina di san vito; festa della trebbiatura 17-18 luglio; Festa del Gabbiano 12-15 Agosto, Marina di San Vito.

Fonte: http://cat.regione.abruzzo.it/

 

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