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Costa dei trabocchi PDF Stampa E-mail

TraboccoLa Costa dei Trabocchi corrisponde al tratto di litorale Adriatico della provincia di Chieti.  I Trabocchi, ancorati agli scogli, sornioni e silenziosi, vedette sul mare sembra essere stati messi lì per caso fedeli guardiani delle bellezze della nostra costa.Ma la loro origine è antichissima anche se nessuno può stabilire con esattezza l’epoca in cui sono stati “poggiati” sul mare. Si può solo supporre che la loro invenzione sia stata originata dalla paura che l’uomo provava, una volta, nell’avventurarsi, per la pesca, in mare aperto. Ed era, quindi, più comodo e più tranquillo, pescare da una piattaforma stabile, collegata alla terra ferma da una passerella di legno facendoli diventare una macchina da pesca su palafitta.

Gli ultimi traboccanti, che tramandano un immenso e antichissimo patrimonio culturale esclusivamente per via orale, affermano addirittura che la presenza dei trabocchi è antecedente anche alle abbazie e agli altri insediamenti stabili della costa: questo vorrebbe dire che la loro costruzione risalirebbe all’ottavo secolo d. C. circa. A dire il vero un’origine così antica non è documentata da fonti storiche, che invece sono abbondanti per le epoche più vicine a noi. In ogni modo i trabocchi, qualunque sia la loro origine, sono frutto di secoli di esperienza e di numerosi tentativi susseguitisi ad ogni mareggiata che distruggeva, anche solo in parte, la stratificazione precedente. Sono sicuramente opera di persone non esperte di correnti, di flutti e di mare ma di falegnami e abili artigiani, pastori che si inventarono pescatori per cercare di sfruttare la grande risorsa che avevano davanti a loro. Da qui nacquero queste strane palafitte piantate sugli scogli e collegate da un’esile passerella di legno e corde alla terraferma.

La struttura

Il trabocco è costituito da una tavolata, una superficie in legno al centro della quale sorge il casotto, il vero e proprio cuore nel quale il pescatore si porta di primo mattino e attende di recuperare la rete con il frutto della pesca. La funzione e la tecnica di pesca ci aiutano a capire anche l’etimologia del nome. Una delle ipotesi fatte è che trabocco derivi da trabone, ovvero dal termine francese utilizzato per indicare una macchina da guerra di origine medievale. Si tratta in pratica di una catapulta evoluta che aveva dei contrappesi alle estremità che servivano, sfruttando la forza di gravità, a lanciare lontano oggetti con grande precisione. Dal casotto si dipartono quattro lunghe antenne dalle quali partono altrettanti canapi legati alla rete, predisposta e adagiata sul fondo del mare. Al centro del casotto c’è l’argano rotante. Come in una catapulta, con un rapido movimento, l’argano viene fatto girare per richiamare attorno a sé le corde collegate ai quattro angoli della rete: assistiamo, in pochi istanti, alla rapida riemersione del pescato. Con questa tecnica i pescatori riuscivano a pescare spigole, cefali e pesci da scoglio nella stagione invernale, da ottobre a dicembre, e sardelle e novellame nei mesi estivi a partire da giugno.  

Gabriele d'Annunzio parla dei trabocchi nella sua opera "Il Trionfo della Morte" in questa maniera: La macchina pareva vivere di una vita propria, avere un'aria e un'effigie di corpo animato. Il legno esposto per anni ed anni al sole, alla pioggia, alla raffica, mostrava le sue fibre..... si sfaldava, si consumava, si faceva candido come un tibia o lucido come l'argento o grigiastro come la selce, acquistava una impronta distinta come quella d'una persona su cui la vecchiaia e la sofferenza avessero compiuta la loro opera crudele..."

I Trabocchi sono diventati parte integrante della coreografia della nostra costa; l'alto costo per la loro manutenzione, stava portando, qualche anno fa, ad un loro principio di estinzione, fortunatamente la Regione Abruzzo, sotto la pressione di molte persone appassionate di queste vere opere d'arte, è intervenuta con sovvenzioni e agevolazioni, salvandoli momentaneamente dal degrado.

Numerose sono le iniziative organizzate per poter valorizzare il grande valore turistico di queste strutture. Negli ultimi anni è possibile prenotare cene a base di pesce da gustare tutti insieme su queste strutture. La manifestazione più importante è Cala Lenta che in breve tempo è diventata uno degli appuntamenti più conosciuti e più attesi dell’estate abruzzese, ma soprattutto continua ad attirare numerosi turisti da fuori regione, incuriositi dai trabocchi, dalle bellezze paesaggistiche e dalle specialità culinarie della zona.

L’Appuntamento con la prossima edizione è per l’estate 2009.
Per ulteriori informazioni: http://www.calalenta.com/html/index.html

 

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