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Grotte del CavalloneLa Grotta del Cavallone (altrimenti conosciuta come Grotta della Figlia di Jorio) è una grotta di interesse speleologico che si trova nel cuore del Parco Nazionale della Majella, nel territorio dei comuni di Taranta Peligna e Lama dei Peligni, in provincia di Chieti. Il pittore abruzzese Francesco Paolo Michetti realizzò nella grotta la scenografia del primo atto della tragedia di Gabriele D'Annunzio, La figlia di Jorio appunto, da cui il sito prende il nome.

La Grotta del Cavallone è l’unica grotta di interesse speleologico visitabile nel cuore del Parco Nazionale della Majella. Attorno alla Grotta, per migliaia di ettari, non esiste alcun edificio e nessuna strada ma solo pascoli d’alta quota, valli selvagge e altissime pareti rocciose.La grotta si sviluppa per tutta la sua lunghezza nel comune di Lama dei Peligni mentre l'ingresso è situato nella incantevole valle di Taranta Peligna.

La storia

Le Grotte del Cavallone sono note sin dal XVII secolo. Infatti all’ingresso è incisa, sul cosiddetto “sasso dei nomi antichi”, la data 1666. La prima esplorazione documentata è stata effettuata nel 1704 dal medico Jacinto de Simeonibus. All’inizio del secolo fu costituita la “Società delle Grotte del Cavallone e del Bue”, con sede a Lama dei Peligni, che avviò i lavori per la valorizzazione turistica della Grotta: furono realizzate un’ardita rampa di accesso scavata nella roccia, scale in legno all’interno (ancora visibili) e organizzato un servizio guide. Le grotte si raggiungevano a piedi o con i muli e la discesa a volte veniva effettuata con le tregge (grandi slitte utilizzate per il trasporto della legna). Tra gli illustri visitatori si ricorda il pittore Francesco Paolo Michetti che ispirandosi alla sala di ingresso realizzò la scenografia del secondo atto della tragedia dannunziana “La figlia di Iorio”; da allora la Grotta del Cavallone fu chiamata anche Grotta della Figlia di Iorio; le sue sale ed alcune concrezioni portano ancora oggi i nomi dei personaggi della famosa tragedia. Durante l’ultima guerra mondiale fu utilizzata come rifugio dalle popolazioni locali. Esplorazioni sistematiche e di carattere scientifico ebbero luogo a partire dal 1948, con la partecipazione della Società Speleologica Italiana ed altri enti di importanza nazionale. Dagli anni ‘70 la Grotta è raggiungibile mediante una comoda funivia ed il suo interno è stato illuminato.

Percorso di visita

La visita al Complesso Turistico Grotte del Cavallone ha la durata di circa 2 h. La percorrenza in funivia è di circa 20 minuti di sola andata e viceversa. Prima di raggiungere l’ingresso vero e proprio della grotta vi è un percorso a piedi di circa 10 minuti composto da un primo tratto in sterrato e un secondo in scalini. La visita all’interno della grotta prevede sempre il servizio di guida e dura l h e un quarto.La lunghezza percorribile è di 1200 metri, mentre il tasso di umidità si aggira tra il 70% e il 90%;

L’orario di apertura al pubblico della biglietteria è dalle 9 alle 16 (orario continuato).

 

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