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Le terre di Baronessa vacanze al mare e in montagna Abruzzo - Italia

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Gessopalena PDF Stampa E-mail
GessopalenaIl paese è chiamato in questo modo perché il suo centro storico era costruito interamente in gesso (fino a qualche anno fa, quando sono stati fatti dei lavori di ristrutturazione), dato che lo stesso centro storico si trova sopra una vecchia miniera di gesso, ora non utilizzata più. I numerosi reperti, riferiti all’età preromana e romana, affiorati nelle contrade, testimoniano che la terra ospitò sin dall’antichità importanti insediamenti abitativi. L’origine del borgo è altomedievale, e con il castello disposto strategicamente a dominio della Valle dell’Aventino era un importante centro difensivo che sbarrava l’accesso ai ricchi pascoli della Maiella. Le prime notizie storicamente certe risalgono al XII secolo. Nel XV secolo fu tra i possedimenti dei Caldora di Vasto, dal XV secolo passo sotto il controllo dei di Capua fino al XVIII secolo quando vi ebbe signoria la famiglia Caracciolo di San Buono. Durante la seconda guerra mondiale l’abitato fu raso al suolo.

Territorio e storia

Il territorio del comune di Gessopalena si estende per 31,42 kmq su un'area pedemontana di aspri rilievi collinari profondamente incisa dal corso dei torrenti San Giusto, Mazzetta e Cesa, affluenti di destra del fiume Aventino, e dalla scoscesa valle del Rio Secco. Sul territorio comunale è anche presente un'importante parte del Lago Sant'Angelo, meglio conosciuto come Lago di Casoli, bacino artificiale il cui immissario e l'Aventino. Nell'area sono visibili anche un grande masso calcareo, La Morgia, che ragggiunge gli 826 m slm e ai piedi del quale sorgeva il borgo di Pescorottico, ed una cresta quasi ininterrotta di 2-3 km di speroni rocciosi, chiamati Morge della Penna. Le colline intorno a Gessopalena sono anche ricche di affioramenti gessosi, tra i quali spicca la rupe sulla quale sorge l'abitato medioevale, in una posizoine arroccata e naturalmente protetta, a dominio della valle. Dagli inizi dell'Ottocento, a causa della frenetica attività di cava e delle piogge torrenziali del 1816, il famoso "anno senza estate", sono iniziati i crolli nel borgo rupestre e la popolazione ha iniziato progressivamente ad abbandonare la rocca. Lo spostamento definitivo è però avvenuto in seguito al terremoto del 1933 e agli eventi del secondo conflitto mondiale, che ha fortemente colprito Gessopalena. L'abitato moderno si è insediato ad anfiteatro lungo la strada provinciale Peligna, tra Monte Alto e i colli Omero, Terluccio e dei Grilli e il medio corso del torrente Cesa. L'attuale direttrice di espansione del centro abitato è ancora la Via Peligna, sia verso Nord in direzione di Casoli, cha a sud, verso Torricellla Peligna. D.M.

Da visitare il museo: http://www.leterredibaronessa.it/index.php?option=com_content&task=view&id=72&Itemid=54

Chiesa della Madonna dei Raccomandati

La Chiesa della Madonna dei Raccomandati, risalente al XV secolo e in passato annessa al Convento dei Frati Cappuccini, è caratterizzata da una facciata di stile neoclassico che presenta un mezzo rosone al centro e due grandi finestre monofore ai lati. Il portone originale è stato spostato dalla facciata frontale a quella laterale. La chiesa è divisa in 3 navate, quella centrale e più grande con copertura a capriate lignee, quelle laterali con copertura a crociera. Il pezzo artistico di maggior rilievo, è certamente la pala della Madonna dei Raccomandati: un trittico attribuito alla scuola di Francesco da Rimini e risalente al XV secolo. Nella navata laterale è posto il Tabernacolo in stile orientale, mentre il fonte battesimale è in roccia di gesso e fu ritrovato nel borgo medievale, dove è stato rinvenuto anche un timpano decorato in gesso della chiesa della Madonna del Rosario crollata. Della struttura fa parte anche un campanile alto circa 25 m di pianta quadrangolare e un imponente scalinata di accesso.


Chiesa di Santa Maria Maggiore e San Valentino Romano 

La chiesa di Santa Maria Maggiore e San Valentino Romano presenta una facciata a salienti di stile romanico, con semplice rosone centrale, 2 nicchie laterali e due lesene prive di capitello, corrispondenti alla divisione interna in navate. Il portale centrale è incorniciato da lesene ed architrave classicheggiante. Sulla parete laterale sinistra della chiesa è stato montato l'antico portale della chiesa dell'Annunziata. Si tratta di un esempio prezioso di gotico dell'Italia centrale: l'ogiva in pietra è costituita da più cornici di archi acuti, ciascuna con decorazioni geometriche o naturalistiche. Ogni cornice poggia su di una colonnina: l'impressione è quella di un'alternanza tra colonnine a pianta rettangolare e a pianta semicircolare con l'effetto di un accentuato senso di profondità del portale. L'interno della chiesa presenta tre navate e l'entrata è costituita da tre porte, due ridanno sulle navate laterali e una su quella centrale. Sull'entrata, sostenuto da due colonne di ordine dorico, poggia un palchetto che sorregge le canne d'organo. Il presbiterio è rialzato rispetto alla navata da tre gradini. L'altare è in rame lavorato. Un bellissimo fonte battesimale e il tabernacolo sono posti lateralmente e arretrati rispetto all'altare. In due nicchie le statue di Gesù e dell'Addolorata completano, unite ad una grande croce centrale, l'assetto iconografico dell'abside.


Chiesa di San Rocco

La chiesa, non molto grande e risalente ai primi anni dell'Ottocento, presenta all'esterno un intonaco completamente rifatto, mentre all'interno dei muri ingialliti dalle muffe e a tratti privi d'intonaco. Ciò fa prevedere una ristrutturazione prossima della chiesetta situata ai piedi del borgo medievale. La chiesa è ad una navata. Sulle due pareti laterali ci sono tre lesene e tra di esse è inserito un rilievo ad arco nel muro; la lesena presenta un capitello con volute che ricordano lo stile ionico. Sia sopra il capitello che sul fusto della colonna appaiono diversi simboli cristiani. In fondo, rialzato da due gradini e illuminato da un finestrone rettangolare, è ubicato l'altare in calcestruzzo, privo di particolari ornamenti. Al centro dell'abside c'è la nicchia dove era custodita la statua di San Rocco, ora spostata sulla sinistra dell'altare. Il tabernacolo in rame, invece, è sulla destra dell'altare, a forma di croce, raffigurante le tavole della Legge, il pesce e il pane; di fronte al tabernacolo c'è l'ambone in legno.


Chiesa dell'Annunziata

Della chiesa dell'Annunziata, secondo la tradizione popolare fondata su di un tempio pagano, attualmente è possibile distinguere solo il perimetro, il basamento del portale interamente scavato nella roccia, l'abside testimoniata da un brandello di muro tondeggiante e il gradone dove poggiava l'antico portale gotico, smontato intorno al 1920 e ricomposto sulla facciata laterale della chiesa di Santa Maria Maggiore. Il pavimento è interamente in gesso, il materiale caratteristico, che deriva dalla sapiente tradizione dei muratori locali. Il portale è l'elemento architettonico più rilevante che ci sia pervenuto, un esempio pregevole di gotico italiano. L'ogiva in pietra è costituita da più cornici di archi acuti: la prima ha elementi vegetali, la seconda elementi geometrici bugnati, la terza delle cordonature ed infine la quarta fiori scolpiti a rilievo in gruppi di due per concio. Lo stile gotico è databile tra la fine del 1200 e gli inizi del 1300.


Chiesa di Sant'Egidio

La chiesa di Sant'Egidio, risalente al XVI secolo, è la più grande tra quelle insediate nel vecchio borgo medievale. Una scalinata cordonata in pietra calcare locale ed abbellita da ciottoli di fiume cementati con gesso, pone in evidenza l'ingresso costituito da una cornice in pietra calcarea sormontata da un timpano triangolare; sul timpano era collocata una finestra in stile settecentesco. La chiesa è costituita da due navate: la principale, in asse con l'ingresso, articolata da tre campate da volta a crociera (sono ancora visibili tracce di lesene che disegnavano il ritmo delle campate); la seconda costituita solo da due campate. Un pilastro attualmente evidente solo nel basamento intagliato nella roccia, costituiva l'appoggio dei quattro archi. Dei tre altari che contornavano le pareti, solo due sono ancora visibili anche se completamente danneggiati dall'erosione della pioggia e delle intemperie; uno era localizzato in fondo alla navata principale e su di esso era posta la statua di Sant'Egidio mentre quella di San Giovanni era inserita nella nicchia ricavata nella parete laterale; gli altri due sono localizzati sulla navata di sinistra dove sono ancora leggibili l'ingresso in sacrestia e nei locali adiacenti. In prossimità del primo altare, a sinistra, venivano seppelliti i morti all'interno di una tomba ricavata nella roccia. Il pavimento è costituito dalla stessa pietra di gesso, e in prossimità dell'altare centrale si nota un rialzo che distingue la zona dei fedeli dalla zona del presbiterio. Gli altari ed altri elementi erano impreziositi da stucchi e cornici realizzati con gesso; successivamente la pioggia ha sgretolato il gesso cancellando ogni traccia di decorazione e rendendo spogli gli ambienti.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Gessopalena

 

 

 

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