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Le terre di Baronessa vacanze al mare e in montagna Abruzzo - Italia

Casa Vacanze i Giardini di Lilia

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Casalbordino PDF Stampa E-mail
CasalbordinoA poca distanza dalla foce del Sinello, la tranquilla stazione del Lido di Casalbordino ha una bella spiaggia sabbiosa, ed e' il punto di partenza migliore per chi vuole raggiungere la spettacolare costa rocciosa di Punta Aderci. La localita' dispone di 5 alberghi e 3 stabilimenti balneari, nell’interno sono il centro storico di Casalbordino (7 km dalla spiaggia), il santuario della Madonna dei Miracoli e i resti dell’abbazia benedettina di S. Stefano in Rivomare. Il Lido di Casalbordino dispone di una stazione FFSS, il casello della A 14 piu' vicino e' quello di Vasto Nord.

L'economia del Comune è a carattere prevalentemente agricolo (in particolare viti, frutta ed olive) con una copertura vegetale che, in questa zona del comprensorio, presenta i caratteri tipici delle colture arboree intensive. Qui la vite, coltivata prevalentemente a tendone, maschera le asperità del suolo e domina la fisionomia paesistica. Su queste colline alcune strutture agrituristiche accolgono il visitatore e lo accompagnano alla conoscenza della campagna. Il suo territorio si estende per 45, kmq da est a ovest, come una grande farfalla, con una massima apertura di 13km. Questo è un territorio relativamente giovane e scarsamente compatto: argille sabbiose e terrose del pleistocene nell'area di Vidorni, si alternano a calcari e arenarie nel Vallone di Pollutri. La stretta fascia intermedia, compresa tra il Vallone di Pollutri a sud e quello di Villalfonsina a nord, ospita il nucleo abitato di Casalbordino. Della notevole vegetazione che un tempo ricopriva gran parte di questo territorio resta poco. Tra i superstiti c'è l'alveo del Fiume Osento che oggi è attraversato fino alla foce da una folta vegetazione di salici, pioppi, querce, frassini e associazioni igrofile come la rara Iris Fetidissima . Questo notevole cordone vegetale, che segue il corso del fiume e si osserva percorrendo la strada statale verso Casalbordino, è possibile vederlo da vicino percorrendo a piedi o in bicicletta le stradine che costeggiano il corso del fiume. Altra interessante area verde è quella del corso del Fiume Sinello, dalla foce con una canoa risalendo l'alveo del fiume oppure in bicicletta è possibile ammirare la vegetazione spontanea e arrivare al vicino Bosco di Don Venanzio, attualmente Riserva Naturale Regionale, nel limitrofo territorio di Pollutri. Questo Bosco di appena otto ettari di superficie, è un lembo delle antiche foreste ripersali che un tempo caratterizzavano gli ambienti fluviali della regione. Qui troviamo il Frassino meridionale, il Pioppo bianco e la Farnia. Tra gli arbusti ci sono il Sanguinello, il Pungitopo, il Carice pendulo, il Giglio rosso, e l'Anemone dell'Appennino.

La storia

L'origine di Casalbordino è collocabile intorno al IX secolo (resti della badia benedettina di S.Stefano "ad rivum maris" del IX secolo, semisepolta dalla sabbia nei pressi della stazione ferroviaria), prima come azienda fondiaria e amministrativa di proprietà del vicino monastero e poi come borgo fortificato. Le scarse documentazioni pubbliche disponibili non consentono di ricostruire dettagliatamente le vicende storiche del comune nell'alto medioevo e rinascimento.

Da visitare 

Il monumento storico più importante di Casalbordino è il Santuario della Madonna dei Miracoli, consacrato l'11 agosto 1962. Fu costruito più grande del precendente, per soddisfare le esigenze di culto dei fedeli e dei pellegrini. L'Effige posta sull'altare maggiore è l'immagine autentica della Madonna, dipinta subito dopo l'appparizione, nel 1576. Essa fu scoperta nel 1954 dal prof. Terrenzio Barbone chiamato a provvedere alla costruzione della sacra effige, che la trovò sotto la raffigurazione più recente.. L'antico Santuario, era un tempio in stile neoclassico, a croce greca e a cupola ottagonale, risalente al 1824, progettato dall'architetto Torresi, costruito a sua volta sulla primitiva cappelletta, voluta dall'allora prelato Giovanni Tommaso Mancino subito dopo il miracolo dell'apparizione della Madonna, L'interno del Santuario era riccamente decorato di marmi, stucchi e pitture. Non avendo il Santuario fin dall'epoca dell'apparizione della Vergine una stabile assistenza spirituale, si provvide ad affidarlo nel 1925 ai monaci Benedettini, che successivamente iniziarono la costruzione del monastero attiguo con chiostro e giardino.

Di assoluto rilievo storico/culturale è la ricca Biblioteca Monastica Benedettina che raccoglie ben 70.000 volumi di cui 5000 composti da manoscritti e preziosi incunaboli. Tra i manoscritti il più interessante è il "Graduale" del Priore Lorenzo Mailo, datato 1507. In occasione della visita del Santuario si può, vedere oltre la Cripta restaurata nel 1994 dove si accede al luogo dell' apparizione, un presepe permanente, la Stipe Votiva, dove i devoti per impetrare o ringraziare la Madonna , lasciano i loro ex-voto, e inoltre un piccolo museo diocesiano dove sono custoditi importanti cimeli donati dal Vescovo Fagiolo. Nella località Santo Stefano, a poche centinaia di metri dal mare, vi sono i ruderi del Monastero di Santo Stefano ad Rivum Maris. Questo Monastero Benedettino fu fondato nell’VIII sec. nell'epoca della grande fioritura monastica. Si presume che qui preesistesse un tempio pagano dedicato a Nettuno. Nella metà del IX secolo la chiesa subì gravi distruzioni e fu spogliata di beni. Fu restaurata dai Longobardi e vi fu costruito accanto un monastero affidato ai Benedettini, i cui resti delle antiche mura, sono tuttora visibili (arte longobarda del X secolo). Nel 1257, per opera del Papa Sisto V, S.Stefano con la Badia di S.Maria Ara bona, fu annesso al Collegio Romano di San Bonaventura dei Frati Minori Conventuali.

 

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