La natura, innanzitutto, vi fa da padrona: nell’Abruzzo montano sono situati i quattro Parchi e le oltre 30 Riserve della regione, per cui quasi metà del territorio montano abruzzese è natura protetta. Ci sono poi i mille paesi, ciascuno arroccato sulla sommità d’un colle, di un rilievo, di uno sperone dominante: straordinari e spesso antichissimi centri storici, stretti ai piedi del loro castello. E poi c’è lo sterminato territorio della pastorizia e del suo peculiare paesaggio. La transumanza, lo spostamento stagionale lungo i tratturi di uomini e greggi tra i pascoli estivi dell’Appennino e quelli invernali del Tavoliere pugliese, ha accompagnato la storia dell’Abruzzo fin dall’età pre-romana. Il territorio abruzzese mostra ancora i segni di quell’andare e venire di uomini e greggi: gli antichi tratturi (le larghe strade d’erba su cui transitavano i transumanti) sono ancora visibili per alcuni tratti, come nella Piana di Navelli, e attraversano antiche vestigia di città che, come Peltuinum, segnavano le tappe di quel viaggio. L’ampio altopiano, famoso per la produzione di un finissimo e prezioso zafferano, è tutt’ora segnato dalle enigmatiche presenze delle chiese tratturali, isolate e semplici architetture che individuavano le soste del lungo, faticoso cammino dei pastori verso la Puglia. È lungo i percorsi tratturali che risaltano antichi borghi medievali, compatti e arroccati sulle alture, costruiti interamente in pietra viva, con case rinserrate le une alle altre come una muraglia a racchiudere i borghi in un’efficacissima cerchia difensiva; centri che hanno tratto la loro particolare ricchezza, evidente nella loro straordinaria qualità architettonica e nella diffusissima presenza di preziose testimonianze d’arte, soprattutto da una florida attività dell’allevamento. |
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La Riserva Cascate del Rio Verde rivela interessi naturalistici paesaggistici e scientifici. Il Rio Verde, nasce in località Quarto fra Abruzzo e Molise e dopo un breve percorso si congiunge al Sangro con un notevole dislivello che crea delle spettacolari cascate articolate in tre salti consecutivi di circa 200 metri.
Queste cascate naturali sono di grande rilevanza scientifica, per posizione e per il microclima esistente. Sono le più alte dell’Appennino, seconde in Italia e tra le più alte in Europa e nel Mondo . Vengono alimentate da acque perenni anche se variabile nella portata durante l’anno. L’area, coperta da una rigogliosa vegetazione fra bastioni di roccia poderosi e pareti a strapiombo, si affaccia sul Sangro. |
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Il lago di Bomba è nato dallo sbarramento del fiume Sangro con una diga in terra battuta (la prima di questo tipo in Europa) per produrre energia elettrica che viene convogliata a Roma. I lavori di costruzione iniziarono nel 1956 e terminarono nel 1962. E´ lungo circa 7 chilometri, largo 1,5 e profondo 57,50 metri ed ha una capacità di 4 milioni di metri cubi di acqua. Il Lago di Bomba è stato selezionato quale campo di regata per gli sports della canoa e del canottaggio per la XVI Ed. dei "Giochi del Mediterraneo Pescara 2009". |
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La Grotta del Cavallone (altrimenti conosciuta come Grotta della Figlia di Jorio) è una grotta di interesse speleologico che si trova nel cuore del Parco Nazionale della Majella, nel territorio dei comuni di Taranta Peligna e Lama dei Peligni, in provincia di Chieti. Il pittore abruzzese Francesco Paolo Michetti realizzò nella grotta la scenografia del primo atto della tragedia di Gabriele D'Annunzio, La figlia di Jorio appunto, da cui il sito prende il nome. |
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È stata una ciclopica frana caduta dal Monte Genzana a sbarrare la valle del Sagittario creando il lago di Scanno, il più suggestivo e visitato d’Abruzzo. Occupa una vasta conca a 922 metri di quota, tra gli interessanti centri storici di Villalago e di Scanno, ai piedi dei fitti boschi della Montagna Grande, sul confine del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Da oriente incombono sul bacino i ripidi pendii rocciosi della Riserva del Monte Genzana. |
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Situata a quota 440 m. d’altitudine nel Parco Nazionale della Majella, gode di ampie vedute panoramiche. Il Borgo Medievale di Terravecchia. Attraversando la settecentesca Porta del Sole si accede al borgo caratteristico per la sua struttura urbanistica. Sono visitabili la Chiesa dell’Annunziata, il Centro di Documentazione del territorio della Comunità Montana della Maielletta all’interno del Torrione e la Parrocchiale di San Remigio che conserva La Circoncisione, una seicentesca pala d’altare di Tanzio da Varallo, di scuola caravaggesca. Il Percorso archeologico fluviale. |
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