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Casa Vacanze I giardini di Lilia

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Borrello E-mail
Situato su un altopiano a 800 metri sul livello del mare, il territorio di questo piccolo comune dell'entroterra chietino si estende su un'area di circa 16 Kmq di cui il centro abitato ricopre solo una piccola parte.
Borrello confina a sud con il territorio dei comuni molisani di Pescopennataro e di Sant'Angelo Del Pesco (in provincia di Isernia), ad est con quello del comune di Rosello, a nord con quello di Civitaluparella e ad ovest con quelli di Quadri e di Pizzoferrato.

Il nucleo urbano si è sviluppato nel corso degli ultimi decenni lungo la direzione nord - sud e la parte nord del paese, la più antica, quasi si sporge su un alto dirupo. Da questa zona del centro urbano, e da altre zone adiacenti del territorio comunale, si domina con lo sguardo la media valle del fiume Sangro, che segna il confine naturale con i comuni di Pizzoferrato, Quadri e Civitaluparella.
A nord - est del paese, ma in una posizione molto più a valle, vi è la contrada Baronessa, la quale risulta geograficamente un'appendice del territorio comunale insinuata fra i territori dei comuni di Fallo, di Villa Santa Maria e di Rosello.
Ad est del centro abitato un altro corso d'acqua attraversa nel mezzo il territorio del comune. Si tratta del torrente Verde che, sorgendo nel territorio di Pescopennataro e lambendo per un tratto il territorio del comune di Rosello, svolge qui il resto del suo percorso (una decina di chilometri in tutto), prima di affluire nel Sangro. Anche se breve, la sua corsa offre però una delle suggestioni naturali più belle: le spettacolari cascate.
Il paesaggio montano, che copre buona parte della linea dell'orizzonte, si caratterizza massimamente in direzione nord - ovest, laddove il massiccio della Majella, pur lontano, impegna lo sguardo dell'osservatore.

Fonte: http://www.borrellosite.com


La storia

Il nome Borrello deriva dalla famiglia comitale, anonima, molto aggressiva, di origine franca, in particolar modo da Burrellus, capostipite dei conti di Sangro, collaterale dei conti di Valva. Successivamente gli eredi (Burrelli Filii) si stabilirono su questo territorio, prima del 1060, molto più vasto perché comprendeva terre della media valle del Sangro e dell’alta valle del Trigno. Benedetto Croce, definì i Filii Burrelli come conquistatori o piuttosto rapinatori incessanti, furono presenti alla consacrazione del 1077, della ricostruzione dell’abbazia di Montecassino, conferma della loro fortuna. I Filii Burrelli costituirono e potenziarono i monasteri bendettini, non per motivi religiosi, ma per avere l’importanza e il prestigio per rafforzare la loro padronanza sul territorio. Essi parteciparono a molte vicende belliche della seconda metà del XI secolo, prima contro i Normanni e a fianco dei longobardi di Benvenuto e Salerno e della parte di papa Leone IX nella perdente battaglia di Civitate del 1053. Successivamente, dopo l’accordo di Venafro del 1073, a favore del normanno Roberto il Guiscardo, che ampliò il suo dominio. Nel XIV secolo, Borrello fu ricordata come Civitas Burrelli per le decime dell’anno 1309, successivamente dell’anno 1328 come clerici dei Civita Burrelli, de Pilis e S. Martino de Pilis. Con gli angioini, Borrello divenne di proprietà dei Conternay. Nel 1447, passò sotto il dominio di Raimondo Caldora. Nel 1455, passò sotto la proprietà di Ugo D’Alagno, Gran Cancelliere del Regno di Napoli. Successivamente, passò sotto il dominio della famiglia Ariamone e i Carafa e i Melucci, aristocratici armentari. Dal 1639 al 1708, con la morte di donna Faustina, sposata ai Ciampelli dell’Aquila, fu ereditata dalla figlia Maria Francesca Ciampelli. Quest’ultima senza eredi, nel 1724 fu infeudata dalla sorella Cornelia. Nel 1750, Borrello fu devoluta alla Regia corte. Borrello fu feudo aggiudicato a Guido Solanes e, successivamente dai Benedetti e i Macitelli di Atessa, ultimi baroni di Borrello. Nel decennio francese (1806-1814) il brigantaggio sanfedista, infestò su tutto il territorio, represso dal generale Manhés. Il comune ha origini antichissime che risalgono all’epoca preromana. Il paese, notevolmente danneggiato dagli eventi bellici, conserva poco dell’antico abitato. Si possono visitare alcuni resti del castello e il palazzo baronale, molto danneggiato.